Interventi selvicolturali nel bosco di Sant’Agata a Campo Blenio

I boschi del versante orografico destro della Valle di Campo, hanno una funzione protettiva contro i pericoli naturali quali valanghe, caduta sassi ed erosioni.

La Faura di Sant’Agata svolge una funzione protettiva diretta alle infrastrutture ed al villaggio di Campo mentre la Faura di Risareta ha un’importante funzione di protezione del fiume di Orsera che, in occasione di eventi alluvionali, rappresenta una minaccia di esondazione per il paese.

A seguito delle alluvioni del 1927 e 1978 che provocarono molti danni, furono eseguiti dei lavori di arginatura e consolidamenti vari del riale. In questi casi una gestione minima del bosco contribuisce a prevenire ed a limitare danni causati da eventi naturali.

Nel passato furono eseguiti dei piccoli tagli specialmente per il recupero di legname d’opera per i bisogni locali. Interventi un po’ più importanti si ebbero negli anni ’80 e ’90 quando il bostrico colpì il bosco.

Attualmente le condizioni del bosco richiedono un intervento mirato su tutta la zona per poter continuare a garantire la sua funzione di protezione.

Si procederà al taglio degli alberi instabili e deperenti per favorire la stabilità, la stratificazione e, possibilmente, per facilitare un alto grado di copertura del suolo da parte di ringiovanimenti naturali.

Per eseguire gli interventi verranno apportate delle manutenzioni straordinarie agli accessi già esistenti dove in passato transitavano pastori, boscaioli e cacciatori.

Verranno posati dei cavalletti (trepiedi) in legno e sistemate traverse ricavate dal legname abbattuto unicamente dove le aree aperte risulteranno di una dimensione superiore a quella richiesta dal profilo minimo del bosco in relazione alle valanghe.

La zona interessata viene suddivisa in due parti.

La “fustaia di Sant’Agata”, che raggiunge una superficie di 14 ha, è composta principalmente da abete rosso; gli alberi sembrano discretamente vitali ma con marciume nella parte inferiore del tronco e mal ancorati nel suolo. Gli abeti verranno abbattuti lasciando alte le ceppaie per evitare lo scivolamento del manto nevoso e per proteggere dalla caduta di sassi. Le piante dovranno essere esboscate con la corona (tramite elicottero). In questa unità è prevista la posa di cavalletti nelle zone più aperte. Il legname scortecciato che sarà lasciato nel bosco avrà una funzione protettiva diretta e fungerà da legname giacente utile come substrato germinativo.

Da questa unità, in base ad una martellata di prova, sarà possibile recuperare circa 1’300 mc di abete rosso. Su una superficie di circa 4 ha verrà curato il bosco giovane (spessina/perticaia).

Per poter accedere alla zona sarà ripristinato un sentiero di servizio della lunghezza di 340 m.

La seconda parte è costituita dalla “fustaia stratificata di Risareta” di circa 42 ha di superficie costituita da abeti rossi e da larici ma con un grado di copertura inferiore.

Valanghe, colate di detriti e bostrico degli ultimi decenni hanno lasciato un segno ben visibile.

Lo stato delle piante è uguale a quello della Faura di Sant’Agata; il ringiovanimento, composto anche da acero montano, è presente in sufficienti aree sparse un po’ ovunque.

L’intervento selvicolturale qui sarà meno intensivo proprio per la struttura stessa del bosco.

Il legname recuperabile è valutato in circa 700 mc.

Per facilitare i lavori sarà adeguatamente sistemato un sentierone, lungo circa 460 m, che fiancheggia il fiume a Orsera. Anche la pista che porta a Risareta sarà consolidata e verranno posate delle canalette per l’evacuazione delle acque meteorologiche (630 m).

Il legname ricavato dal bosco sarà depositato su due piazzali di proprietà privata posti a 1’230 e 1’400 m/sm, sufficientemente ampi per poter permettere la preparazione degli assortimenti e la misurazione del legname.

Dedotto il volume di legname che sarà lasciato trasversalmente sul pendio, il quantitativo da esboscare (70% opera e 30% ardere) sarà di circa 1’950 mc di cui 100 mc esboscabili con trattore.

Altri 350 mc risulteranno dalle cure della perticaia-fustaia giovane esboscati con elicottero di piccola portata.

Il volume totale ammonta a 2’300 mc di legname e 350 mc di ramaglia.

Tutto il legname lavorato, assortito e misurato potrà essere depositato nel deposito finale in zona nord del parcheggio della sciovia di Campo Blenio.

Il preventivo di costo dell’intero intervento, previsto su un arco di 4 anni (2013-2016), è di fr. 910’000 e, considerata la funzione protettiva del bosco, sarà sussidiato da Cantone e Confederazione.

Piano di finanziamento % Fr.
Costo totale 910’000.00
Cantone e Confederazione 70.00 637’000.00
Vendita legname 16.90 153’800.00
A carico del Patriziato 13.10 119’200.00

Per diminuire i costi si chiederà un contributo alla Sezione agricoltura per la miglioria dei sentieri di servizio che favorirà pure l’accesso a prati pascolati.

Inoltre, data l’importanza che questo bosco riveste per la protezione del quartiere di Campo, si inoltrerà una richiesta di aiuto finanziario al Comune di Blenio.

Come già accennato, il lavoro è iniziato nel 2013 e si svolgerà sull’arco di 4 anni per cui anche i costi saranno diluiti nel tempo.